Valorizzazione di un antico flauto di Pan

Nei primi mesi del 2016 il dipartimento di archeologia dell’Università di Padova ha restaurato un antico flauto di Pan – uno dei tre più antichi al mondo – ritrovato durante gli scavi condotti in Egitto da Carlo Anti durante la metà degli anni ‘30.

Lo strumento è parte della collezione permanente del Museo di Scienze archeologiche e d’arte di Padova, collocato all’interno di Palazzo Liviano, progettato da Gio Ponti.

Il progetto di studio e valorizzazione di questo prezioso reperto si è svolto attraverso la collaborazione di un team multidisciplinare composto da ingegneri elettronici e acustici, archeologi, esperti di beni culturali e designer che hanno approfondito molte delle qualità dello strumento musicale costruito due millenni fa. Accanto allo studio sui materiali, sulla tecnica di costruzione e sulla sua storia e si è svolta un’importante ricerca sul suono che avrebbe potuto emettere lo strumento. L’insieme dei risultati è stato sintetizzato attraverso la realizzazione di un’installazione multimediale che permette al visitatore di approfondire la conoscenza del reperto su vari livelli. Proprio per la sua complessità, in questo progetto, il design diventa un mediatore tra differenti discipline: l’ingegneria acustica ed elettronica, la storia e l’archeologia, e differenti attori, come ad esempio l’istituzione museale e i suoi visitatori.

L’installazione interattiva consente di esplorare le varie sfaccettature dell’oggetto attraverso il soffio e il tocco. L’interfaccia è stata progettata immaginando le due differenti modalità di fruizione collegate assieme da un’unica struttura: una prima parte che riproduce il suono delle singole canne del flauto di Pan; una seconda, legata ad un monitor touchscreen, che consente l’approfondimento di alcuni aspetti della storia e dell’analisi dello strumento attraverso una visualizzazione interattiva.

La parte relativa al suono vuole rappresentare simbolicamente le 14 canne del flauto, che sono state riprodotte attraverso dei tagli verticali di diversa altezza sulla parte frontale dell’installazione. L’utente può letteralmente suonare lo strumento soffiando all’interno dei fori posti alla base delle canne stilizzate e sentire il suono emesso. La seconda parte dell’installazione consiste in un monitor touchscreen che consente di navigare all’interno di diverse sezioni che approfondiscono l’esperienza attraverso testi, illustrazioni, video e riproduzioni 3d. L’interfaccia è composta da un menu principale composto da cinque diverse sezioni: mito, suono, fonti, flauto, modelli e delle pagine secondarie che raccontano gli argomenti. Di particolare interesse è la sezione fonti, nella quale è presente una linea temporale interattiva attraverso la quale l’utente può scegliere quali date approfondire; e la sezione 3d, grazie alla quale il visitatore è in grado di visualizzare lo strumento ruotandolo in tutte le posizioni.

La struttura delle schermate presenta degli elementi fissi ed altri dinamici, dando la possibilità al visitatore di scegliere gli argomenti da approfondire senza vincolarli ad azioni prestabilite.