UNIRSM Design — Yes, we solve — Laboratorio di design del prodotto 3 — 2016

Yes, we solve è un progetto nato all’interno del laboratorio di design prodotto del terzo anno dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino tenuto da Marcello Ziliani con la collaborazione di Silvia Gasparotto.

Obiettivo del corso era quello di trovare risposte, servendosi dei principi del design thinking, ad alcuni dei problemi che ogni giorno affrontano coloro che fruiscono dell’Università, sviluppando soluzioni in linea con i principi della sostenibilità ambientale. Gli studenti si sono confrontati con tutte le fasi del processo progettuale partendo da un primo momento di ricerca, svolta in comune, progettando e poi applicando sistemi per la raccolta dati e “insight” utili all’identificazione dei problemi percepiti come più rilevanti dagli abituali fruitori dell’università (studenti ma anche docenti, personale etc.). In questa fase hanno utilizzato strumenti diversificati, tra i quali interviste sul campo, installazioni e social network (facebook, youtube). I risultati ottenuti sono stati quindi essenziali per identificare le aree d’intervento più interessanti e in seguito i concept di progetto elaborati attraverso l’uso delle tecniche del pensiero laterale.

Qui sotto alcuni dei progetti del laboratorio:

PET THERAPY

Francesco Montibello, Stefania Gili, Anju Garattoni

Il progetto nasce dall’esigenza di migliorare il comfort delle sedie Maui, in dotazione nelle aule universitarie. Sono state indagate due criticità relative alla seduta: i piedini di gomma delle gambe e lo schienale flessibile della sedia.
Nel primo caso la gomma si consuma generando rumore quando la sedia viene trascinata sul pavimento, disturbo e disagio nelle aule, tra un piano e l’altro e anche all’interno della stessa aula. Nel secondo caso lo schienale, premendo contro la schiena di chi si siede, rende scomoda la seduta con relativo fastidio e dolore.
 La soluzione trovata per rimediare al rumore generato dallo spostamento delle sedie è stata l’utilizzo di tappi di bottiglia. Questa idea , semplice ed intuitiva, permette un totale isolamento della gamba della sedia, il cui metallo non strofina più sul pavimento. Per lo schienale sono stati pensati cuscini per la cui imbottitura sono state filate delle bottiglie di plastica.
  

WATERTRUTH

Vittorio Solleciti, Marco Trusgnich, Jari Lunghi

Watertruth è un luogo e uno strumento dove ogni studente può attingere acqua potabile in modo da ridurre l’utilizzo del distributore di acqua imbottigliata.
Questo strumento deve essere posizionato in un luogo con delle caratteristiche tali da poter diventare un punto di ritrovo per tutti e di condivisione.
Un erogatore di acqua potabile che diventi simbolo e mezzo con cui risaltare l’importanza dell’acqua come bene comune.

REWIND

Federico Bacchiani, Alessandro Galti, Piergiorgio de Benedictis 

Dare una seconda vita ai materiali scartati, invece che gettarli, è un modo per evitare lo spreco di materie ancora utili: si preserva così il valore di beni disponibili da un lato, mentre dall’altro si persegue l’obiettivo di nuocere il meno possibile all’ambiente e di proteggere le risorse. Questo problema è stato riscontrato anche all’Univeristà degli Studi della Repubblica
di San Marino dove le quantità di materiali scartati e rifiuti non utilizzati è elevata tanto da richiedere una soluzione concreta e fattibile, oltre che semplice e rapida.
Rewind, un ciclo continuo composto da 3 fasi: raccolta,trasformazione e riuso. Questo sistema è stato pensato per l’ Università della Repubblica di San Marino al fine di trasformare la spazzatura in spazzaCura. Una sensibilizzazione e attenzione verso una corretta raccolta differenziata permette la rilavorazione dei rifiuti in modo semplice trasformandoli in gadgets promozionali e materiali utili all’università stessa.
 
 

PIETRO

Martina Pesavento, Dorotea Balsimelli, Claudio Baldani
 
Pietro è un sistema che permette di custodire gli oggetti personali, condividere quelli inutilizzati e usufruire più facilmente dei materiali che l’università mette a disposizione degli studenti. Studiando le misure specifiche dei vari oggetti che l’università potrà mettere a disposizione degli studenti sono stati elaborati tre moduli utili a contenere al meglio ogni materiale evitando lo spreco degli spazi. I moduli sono poi stati organizzati in tre strutture differenti: custodia, condivisione e università.